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Sanremo 2025 – Le pagelle della quinta e ultima serata

La serata finale del 75° Festival di Sanremo è iniziata con l’esibizione di Gabry Ponte, che ha presentato “Tutta l’Italia”, diventato il jingle ufficiale del Festival 2025. Il conduttore Carlo Conti ha invitato come co-conduttori Alessandro Cattelan, che ha condotto fino ad ora il dopo-festival, e Alessia Marcuzzi.
Tra gli ospiti esterni al mondo musicale abbiamo Alberto Angela, il calciatore Edoardo Bove, e l’attrice Vanessa Scalera, insieme a Bianca Guaccero, Gabriele Corsi, Maria Sole Pollio e Bianca Balti. Tra gli ospiti fuori concorso hanno cantato Antonello Venditti e Mahmood all’Ariston, mentre i Planet Funk sono stati in collegamento dalla Costa Toscana e Tedua dal Suzuki Stage.
Non sono mancati momenti di dissenso da parte del pubblico, soprattutto durante la rivelazione della classifica, con particolare riferimento alla mancata presenza nella Top 5 di Giorgia e Achille Lauro. La finale si è conclusa rapidamente rispetto agli standard di Amadeus, il precedente conduttore, ma questo non è stato necessariamente un aspetto negativo per questa nuova edizione.

Classifica Finale
La classifica della Top 5 di quest’anno ha valorizzato la figura del cantautore:
1° posto: Olly
2° posto: Lucio Corsi
3° posto: Brunori Sas
4° posto: Fedez
5° posto: Simone Cristicchi
Olly ha vinto la 75ª edizione del Festival di Sanremo con la canzone “Balorda nostalgia“. Il voto finale è stato determinato dal televoto (34%), dalla Giuria delle Radio (33%) e dalla Giuria della Stampa, TV e Web (33%). Lucio Corsi ha chiuso al secondo posto, mentre Brunori Sas si è classificato al terzo.

PAGELLE

Francesca Michielin – “Fango in Paradiso”
Prima cantante ad esibirsi, indiscutibile è la sua interpretazione tecnica. Canzone orecchiabile ma che non resta, con un testo di poca rilevanza. Probabilmene la si dimenticherà entro poche settimane.

Voto: 24

Willie Peyote – “Grazie ma no grazie”
Canzone che non smentisce lo stile di Willie ma non è neanche una delle sue canzoni migliori. Il testo vuole essere impegnato ma non convince. Hook efficace il che la rende molto probabilmente una delle canzoni più gettonate per la radio.

Voto: 27

Marcella Bella – “Pelle di diamante”
Marcella Bella in chiave femminista. La melodia rimane abbastanza in mente con un ritornello efficace. Di certo non da ultimo posto.

Voto: 23

Bresh – “La tana del granchio”
Appena la canzone comincia sembra di ascoltare un brano di De Andrè per la scelta strumentale. Bresh sembra voler omaggiare le sue origini genovesi, peccato che poi nel ritornello veniamo catapultati in provincia d’Imperia a Sanremo.

Voto: 24

Modà – “Non ti dimenticherò”
Che dire, non si smentiscono. Il testo che vuole essere commovente è invece a dir poco patetico, con tanto d’interpretazione discutibile.

Voto: 17

Rose Villan – “Fuorilegge”
Vuole accontentare chi ama lo stile sanremese e le nuove generazioni, ma diciamo che non riesce troppo nel suo intento. Strofa e ritornello che sembrano appartenere a due canzoni diverse, con tanto di aggiunta di un coro stile gospel a metà canzone.
Voto: 21

Tony Effe – “Damme na’ mano”
Se esistesse lo stile “neomelodico romano” sarebbe perfetto per lui. Vuole interpretare un personaggio che non lo rispecchia. Diciamo che non è neanche preciso nel cantare.

Voto: 17

Clara – “Febbre”
Per la finale sembra più sicura di se. Stupisce in positivo nonostante l’introduzione molto classica.

Voto: 25

Serena Brancale – “Anema e core”
Superficialmente molto ritmata e piacevole ma appena la si ascolta un po’, va a perdere. Una forzatura di ritmi esotici/sudamericani e jazz (citato anche nel testo) snaturato e sicuramente non “elegante”.

Voto: 22

Brunori Sas – “L’albero delle noci”
Come già detto, ricorda forse un po’ troppo “Rimmel” di De Gregori ma dalle rime troppo forzate. L’ascolto comunque non è per niente sgradevole, diciamo “senza infamia e senza lode”.

Voto: 24

Francesco Gabbani – “Viva la vita”
Come abbia fatto a entrare nella “Top 10” rimarrà un mistero. Un’osanna alla “bellezza della vita” ma niente di più.

Voto: 19

Noemi – “Se t’innamori muori”
Un’altra canzone fatta con lo stampino sanremese. Obbiettivamente ben eseguita ma non resta nella mente. La tematica amorosa viene portata quasi fino alla nausea.

Voto: 22

Rocco Hunt – “Mille volte ancora”
Sempre i soliti temi del ragazzo di strada napoletano. Con ritornello con un hook efficace in un italiano “napoletanizzato”.

Voto: 21

The Kolors – “Tu con chi fai l’amore”
Se non viene citato l’amore è difficile che una canzone venga presentata a Sanremo. “Premio simpatia” per aver accettato Gianluca Fru sul palco.

Voto: 22

Olly – “Balorda nostalgia”
Canta bene ma, oltre a ciò, sembra di ascoltare una cover di un brano già esistente. Un primo posto anonimo.

Voto: 23

Achille Lauro – ” Incoscienti Giovani”
Testo con metafore non troppo comprensibili « l’amore è come una pioggia sopra villa Borghese »… Però tolta qualche incomprensione si rivela uno stile diverso dal suo solito ma molto sanremese.

Voto: 24

Coma Cose – “Cuoricini”
Tempo ritmato un po’ come una “disco music sanremese”. Il ritornello è quella melodia fastidiosa che purtroppo ti entra in testa e mette le radici. C’è da dire che “cuoricini” ha un hook efficace. « Stramaledetti cuoricini » …

Voto: 22

Giorgia – “La cura per me”
Non si smentisce mai, sempre le solite canzoni poco personali . C’è da dire però che è un’ottima interprete. Rimasta fuori dalla Top 5 con un dissenso del pubblico.

Voto: 26

Simone Cristicchi – “Quando sarai piccola”
Da molti la canzone è considerata commovente, ma è stata resa pare involontariamente, un po’ troppo strappalacrime.

Voto: 26

Elodie – “Dimenticarsi alle 7”
Stesso discorso per la maggior parte dei cantanti in gara, bella esecuzione ma niente di memorabile. Efficace radiofonicamente. Eccelente la sua presenza scenica.

Voto: 24

Lucio Corsi – “Volevo essere un duro”
Felice parentesi del Festival. Un cantautore poliedrico, fuori dagli schemi sanremesi, una piacevole esecuzione di cantautorato indipendente.

Voto: 29

Irama – “Lentamente”
Entra come la Lady Oscar di questo Sanremo. Solita canzone d’amore niente di spettacolare né dal punto di vista musicale che del testo.

Voto: 22

Fedez – “Battito”
Nella Top 5 generale un quarto posto meritato, magari si poteva osare anche un po’ più in alto. Orecchiabile, ma non troppo coesa come canzone e con testo comprensibile, non scontato visto l’andamento di questo Festival.

Voto: 26

Shablo feat Guè, Joshua e Tormento – “La mia parola”
Sound piacevole, rivolto principalmente alle nuove generazioni. Presenti citazioni di un rap un po’ “vintage”.

Voto: 27

Joan Thiele – “Eco”
Interessante la scelta musicale delle strofe, nel ritornello ritorna sempre l’impronta del Festival… peccato.

Voto: 26

Massimo Ranieri – “Tra le mani un cuore”
Sanremo “old style” ma trovo giusto accontentare tutte le generazioni. Niente da dire contro l’interpretazione.

Voto: 22

Gaia – “Chiamo io chiami tu”
Ritmi sudamericani per mettere enfasi sulle sue origini brasiliane. Neanche troppo ballabile: anonima.

Voto: 20

Rkomi – “Il ritmo delle cose”
Come sempre per Rkomi la dizione si fa desiderare. Obbiettivamente la canzone è orecchiabile ed efficace radiofonicamente, ma le vocali sono fastidiose tanto sono aperte, soprattutto nelle prime frasi.

Voto: 24

Sarah Toscano – “Amarcord”
Alle prime armi, si può migliorare. Poco originale e personale.

Voto: 18

A cura di Marta Miron

Sanremo 2025 – Le pagelle della terza serata

La terza serata del 75° festival di Sanremo inizia con un’emozionante esibizione di Edoardo Bennato con “Sono Solo Canzonette”. Dopodiché Carlo Conti accoglie le presentatrici per la sera: Miriam Leone, Katia Follesa e Elettra Lamborghini, per poi presentare gli artisti in gara.

Clara – “Furore”
Un po’ anonima nel timbro, Clara ha comunque un grande controllo della propria voce. L’abito contribuisce certamente al suo anonimato. 

Voto: 22

Brunori Sas – “L’Albero delle Noci”
Come nelle scorse serate, risalta all’orecchio una qualche  somiglianza con “Rimmel” di De Gregori. l testo toccante affronta dolcemente il tema della paternità. Apprezzabile la scelta di portare la chitarra sul palco.

Voto: 25

Sarah Toscano – “Amarcord”
Degna di nota è la differenza d’età rispetto agli altri concorrenti: Sarah è infatti classe 2006. Purtroppo la performance non è esente da stonature, ma ci piace il modo in cui dice “un po’ mi avevi illusa”. Per il resto il brano è piacevole.  

Voto: 23

Massimo Ranieri – “Tra le mani un cuore”
Base inusuale e lontana dal solito stile vecchia scuola di Ranieri, che tenta un avvicinamento al sound contemporaneo.

Voto: 22

Joan Thiele – “Eco”
Joan Thiele conferma una ragazza forte, il cui  timbro vocale personalissimo  le permette di distinguersi dagli altri artisti. Il suo outfit Gucci dà un tocco chic, efficace nella contrapposizione con il sound Seventies del brano. 

Voto: 28 

Shablo feat Gue, Joshua, Tormento – “La mia parola”
Una bella boccata di aria hip hop italiana, adattato in perfetta chiave sanremese. Restiamo in attesa del duetto con Neffa.

Voto: 27

Noemi – “Se t’innamori muori”
Un bellissimo vestito funzionale alla teatralità dell’esibizione. Purtroppo, Noemi si è lasciata trasportare dal suo tratto vocale distintivo, offrendo una performance troppo graffiata.

Voto: 22

Olly – “Balorda Nostalgia”
Qualche stonatura e un’interpretazione troppo sdolcinata.

Voto: 19

Coma_Cose – “Cuoricini”
“Cuoricini” è la classica canzone indie-pop godibile, di quelle che si canticchiano tutto il giorno. Gli outfit della coppia sono audaci, e soddisfano le aspettative Gen-Z. Una buona esibizione, con ottima performance vocale, e dunque un buon voto.

Voto: 26

Modà – “Non ti dimentico”
Il ritorno dei Modà sul palco rende felici tanti italiani, e dal cantante, Checco, arriva un emozionante messaggio di forza e speranza per chi, come lui, combatte con la propria salute mentale.

Voto: 24

Tony Effe – “Damme ‘Na Mano”
Illudendoci, forse, ci aspettavamo il solito Tony, genuino come nei suoi brani abituali, al di fuori di Sanremo. Ti vogliamo più spavaldo! Torna al prossimo appello.

Voto: 17

Irama – “Lentamente”
L’autotune non rende giustizia al vero timbro vocale di Irama. Il testo, pur essendo più in vibe Blanco, ha però un che di romantico che, abbinato con il fascino di Irama, riesce ad arrivare al pubblico. 

Voto: 21 

Francesco Gabbani – “Viva la vita”
Un testo che inneggia a un migliore atteggiamento verso la vita. L’arrangiamento, però, è un po’ troppo rigido e impostato.

Voto: 24

Gaia – “Chiamo io Chiami tu”
Gaia si conferma cantante affascinante e talentuosa, e la presenza dei ballerini arricchisce la performance.

Voto: 26

Bonus!Duran Duran con Vic de Angelis: La performance della band ha emozionato grandi e piccini, anche grazie alla presenza young dell’ex bassista dei Måneskin.

voto: 110 e lode con bacio accademico (tra Katia Follesa e Simon LeBon)

A cura di Benedetta e Martina Vergnano

Sanremo 2025 – Le pagelle della seconda serata 

La seconda serata della 75ª edizione del Festival di Sanremo si apre con le semifinali delle Nuove Proposte, che lasciano poi spazio al primo dei due lotti di Big suddivisi tra le giornate di mercoledì e giovedì.

Tra la stucchevole formalità di Carlo Conti, discutibili commenti verso Malgioglio, e la gioia di Bianca Balti, ci districhiamo attraverso le canzoni protagoniste della serata così come ha tentato di fare Damiano David tra le ingombranti composizioni floreali (fallendo). 

Nuove Proposte 

Alex Wyse – “Rockstar” 
Piccola raucedine a parte, la canzone funziona talmente bene che avrebbe potuto giocarsi il podio tra i big.

Vale Lp e Lil Jolie – “Dimmi tu quando sei pronto per fare l’amore” 
Il duo propone una canzone contemporanea dalla struttura interessante, con parti originali e altre già sentite e risentite. 

Maria Tomba – “Goodbye (voglio good vibes)” 
L’energia della performance viaggia su un binario parallelo al viaggio che percorre il brano, che parte malino ma presenta un hook non da buttare, che affianca però sezioni confusionarie. 

Settembre – “Vertebre” 
Funzionale, radiofonica, ma che non presenta tratti distintivi. 

I Big 

Rocco Hunt – “Mille vote ancora”   
Si conferma a suo agio sul palco del festival, peccato per la scelta di rimanere nella zona di comfort, con la solita minestra riscaldata del tema della rivalsa del ragazzino di strada in stile Rocco Hunt, che propone però ancora una volta un ritornello che entra in testa. 

VOTO: 22 

Elodie – “Dimenticarsi alle 7“ 
Si riprende dalla prova leggermente sottotono di ieri e promuove la sua sempre più salda aura da diva del pop italiano, ed è credibile. Oltre a ciò, il brano è radiofonico ma facilmente dimenticabile. 

VOTO: 24 

Lucio Corsi – “Volevo essere un duro”  
Sorpresa, non per i più attenti, dell’edizione, e ripete l’ottima prestazione della serata inaugurale. Il brano, nel frattempo, inizia a rendersi riconoscibile, con un testo semplice ma non scontato. Ha tutte le carte in regola per scalare la classifica.  

VOTO: 28 

The Kolors – “Tu con chi fai l’amore” 
Pronti a sentirli per tutta estate? Io non tanto, anche se bisogna dire che dal vivo il pezzo suona meglio della versione registrata. Si spera che Stash & Co decidano di portare al Festival del futuro qualcosa che valga la loro qualità come band.   

VOTO: 22 

Serena Brancale – “Anema e core”  
Ritmi afro e tentativo di hit estiva inserendo sfaccettature jazz. La strofa risulta anche riuscita e interessante, il resto però si perde nell’oblio. Quasi salva.  

VOTO: 17 

Fedez – “Battito”  
Superato il grande nervosismo della serata d’apertura punta tutto sull’interpretazione, ed è possibile udire come il brano funzioni dall’inizio alla fine, meritando la Top Five di serata. Possibile banger.  

VOTO: 26 

Francesca Michielin – “Fango in paradiso” 
Linee melodiche deboli, testo senza grandi pretese, si salva solo la performance, in cui mette decisione e voglia di far bene, scaricando l’adrenalina con un bel pianto finale e una corsetta sulla caviglia infortunata. Terminator pucciosa.  

VOTO: 20 

Simone Cristicchi – “Quando sarai piccola”  
Sonorità che ricalcano i classiconi di Ultimo su parole strappalacrime: nulla di nuovo. Ma l’origine testuale personale, l’interpretazione e la performance vocale che supera la debacle del primo live gli permettono di inserirsi, con merito, tra i migliori di serata. 

VOTO: 26 

Marcella Bella – “Pelle diamante”  
La quota over femminile della 75ª edizione spicca per energia sul palcoscenico; il brano possiede un hook catchy ma con testo leggermente kitsch. Promossa abbondantemente per il coraggio e la voglia di non farsi mettere i piedi in testa dai giovani nipotini con cui condivide l’Ariston. 

VOTO: 23 

Bresh – “La tana del granchio” 
Purtroppo non riesce a spiccare nella sua Liguria, proponendo una canzone che al secondo ascolto si conferma spenta e senza alcuna sezione troppo interessante. Il testo originale è l’unica nota positiva. Rimandato a una prossima edizione.  

VOTO: 17 

Achille Lauro – “Incoscienti giovani”  
Incoscientemente ha optato per il classico sanremese, e purtroppo per noi la canta anche bene, l’avesse cantata da ubriaco sarebbe sicuramente uscita una canzone con qualche tratto innovativo, una papabile scelta che da Lauro ci saremmo tutti aspettati.  

VOTO: 18 (politico) 

Giorgia – “La cura per me”  
Il compito è fatto, i melismi pure, ora si può andare a nanna. Non sbaglia mai, è un magnifico tappetto di velluto che non viene lavato da almeno un paio di decenni. Impossibile bocciarla, ma se partiva come favorita dai bookmaker, giorno dopo giorno il brano potrebbe perdersi vista la mancanza di un ritornello potente. 

VOTO: 25 

Rkomi – “Il ritmo delle cose”  
Dire che Rkomi è di Milano è come dire che il cavallo bianco di Napoleone è bianco: porta all’estremo il suo tratto distintivo che, soprattutto nell’intro, risulta indigesto. Special carino che risolleva la canzone che viene accompagnata da una danza libera alle sue spalle eseguita da, pare, una coppia qualunque. Una mossa in grado di addolcire pure il torbido Lex Luthor. 

VOTO: 20 

Rose Villain – “Fuorilegge”  
Il palco lo sa tenere, anche senza performer attorno a lei. Il brano di quest’anno ricalca la struttura della sua “Click Boom!” con lo stacco tra strofa e ritornello praticamente fatto con lo stampino ma, al contrario della precedente, “Fuorilegge” non riesce a raggiunge lo status di Hit. 

VOTO: 20  

Willie Peyote – “Grazie ma no grazie”  
Il groove eleva la canzone, le coriste pure, e Willie fa il suo. La versione live al secondo ascolto si intrufola ancor più nelle orecchie degli italiani, la cui maggioranza probabilmente non capirà che nel testo si parla di loro.  Promozione senza alcun dubbio, ma voto macchiato solo per non aver osato maggiormente con le parole. 

VOTO: 26 

A cura di Marco Usmigli

Sanremo 2025 – Le pagelle della prima serata

Inizia la settimana Sanremese: alla 75° edizione del Festival di Sanremo torna Carlo Conti, dopo ben 10 anni dalla sua prima conduzione al Festival (l’ultima volta fu direttore artistico nel 2017). 

Un bellissimo messaggio di pace da parte delle cantanti Noa e Mira Awad che hanno cantato insieme “Imagine” di John Lennon. Sale sul palco anche Jovanotti che porta la sua felicità cantando un medley delle sue canzoni. Una prima serata, l’11 febbraio, molto scorrevole e ci ha permesso di non fare troppo tardi pur mostrandoci una panoramica su tutti i 29 cantanti in gara.

GAIA – “Chiamo io chiami tu” 
Sembra che all’inizio non sentisse in cuffia ma inizia lo stesso con sicurezza, viene accompagnata dai ballerini che esaltano ancora di più la sua presenza scenica. Una voce pulita, una “dea saffica” che domina il palco con stile. 

VOTO: 27

FRANCESCO GABBANI – “Viva la vita” 
Gabbani porta sul palco un brano solare, un inno alla vita che ci invita a guardare il mondo senza malizia e a vivere senza riserve. Magari fosse così…

VOTO: 20

RKOMI – “Il ritmo delle cose” 
Mirko era molto sicuro sul palco, probabilmente avrà preso freddo non portando la maglia della salute. Un ritmo ansiogeno dato dalla nota ribattuta del pianoforte, violento decrescendo troppo ripetitivo. Un brano che punta ad un’intensità emotiva che però non arriva. 

VOTO: 23

NOEMI – “Se t’innamori muori” 
Scende le scale accompagnata da Carlo Conti, evitando altre cadute. 
La sua interpretazione carica di emozione viene sostenuta dalla sua vocalità impeccabile, riesce a dare più valore al testo della canzone portata in gara.

VOTO: 26

IRAMA – “Lentamente”
La sua voce se pur intensa, fatica a trovare sfumature che rendano il pezzo davvero coinvolgente. 
Sembra che qualcosa cambi nel momento in cui si toglie quel cappotto… si sarà tolto un peso, il finale è più sentito in questa prima performance. 

VOTO: 22

COMA COSE – “Cuoricini” 
Volevano fare un omaggio ai Ricchi e Poveri? Rimangono sempre iconici ma questa ripetitività stanca. Ci si aspettava “Fulmini e tempesta” invece solo cuoricini stucchevoli. 

VOTO: 21 

SIMONE CRISTICCHI – “Quando sarai piccola”
Una dedica intensa e toccante, parole cariche di significato come solo lui sa fare. La sua emozione è stata palpabile, la forza del testo sovrasta la vocalità in questo caso. Ha portato ad una standing ovation con lacrime agli occhi. 

VOTO: 29

MARCELLA BELLA – “Pelle diamante” 
Sale sul palco molto coraggiosa, porta una canzone che celebra l’indipendenza della donna e si accompagna anche con qualche movimento coreografico che enfatizza alcune parole. 

VOTO: 25

ACHILLE LAURO – “Incoscienti giovani” 
Prova a conquistare con il suo carisma ma questa volta senza un colpo di scena incisivo. Un brano molto vecchio stile, un “amore disperato”, accompagnato da un morbido assolo del sassofono.  

VOTO: 26 

GIORGIA – “La cura per me”
Ci regala una performance straordinaria, un talento vocale capace di emozionare e incantare. Riuscirebbe a rendere intensa anche la lista della spesa, l’orchestra insieme al pubblico si alza in piedi per acclamarla. 

VOTO: 29 

WILLIE PEYOTE – “Grazie ma no grazie” 
Ottima introduzione data dal jingle della chitarra, un brano molto ironico che molto probabilmente diventerà meme. 

VOTO: 25

ROSE VILLAIN – “Fuorilegge” 
Una vera “fuorilegge” che si muove in una piccola coreo con un tocco alla Lady Gaga, molto intensa e sicura riesce a catturare l’attenzione. 

VOTO: 26

OLLY – “Balorda nostalgia” 
Molto convinto e senza paura, si sentiva a suo agio sul palco. Intonato e profondo ma manca qualcosa. 

VOTO: 23 

ELODIE – “Dimenticarsi alle 7” 
Magnetica, non ha bisogno di troppi artifici, basta la sua presenza e il suo modo di interpretare per catturare l’attenzione. Diversa dalle volte precedenti ma sempre sul pezzo. 

VOTO: 27

SHABLO FEAT GUÈ, JOSHUA, TORMENTO – “La mia parola” 
Accompagnati dal coro Gospel risultano comodi sul palco, una street song super orecchiabile. 

VOTO: 27 

MASSIMO RANIERI – “Tra le mani un cuore”
Ci riprova anche quest’anno, porta un brano con un’impronta riconoscibile restando nella sua comfort zone. Un volto conosciuto che fa piacere rivedere al festival. 

VOTO: 25

TONY EFFE – “Damme ‘na mano” 
Un Tony Effe che sembra voler interpretare un’altra persona… se voleva essere più serio non ci è riuscito, da apprezzare però il coraggio. 

VOTO: 18…

SERENA BRANCALE – “Anema e core”
È riuscita a portare un po’ di movimento in tutta la serata con suoni del sud. Sta bene sul palco, super credibile. 

VOTO: 26

BRUNORI SAS – “L’albero delle noci” 
Un brano sulla figlia e gli affetti familiari, uno dei favoriti dalla critica. Molto sicuro nella performance, buona la prima. 

VOTO: 27

MODÀ – “Non ti dimentico” 
Tornano dopo anni sul palco del Festival, ma questa performance è stata deludente… un lamento fastidioso. 

VOTO: 19 

CLARA – “Febbre”
Rispetto all’anno scorso sembra più impavida e consapevole, sa stare sul palco ma non convince ancora. Probabilmente ci sentiremo quest’estate. 

VOTO: 23 

LUCIO CORSI – “Volevo essere un duro” 
Molto sincero, arriva senza fare troppi giri senza essere troppo pesante. Super coerente nella performance. 

VOTO: 26

FEDEZ – “Battito”
Si può dire tanto in questi giorni su di lui, ma sa scrivere. Percepibile un po’ di ansia nell’aria, ma alla fine è riuscito a concludere bene la performance, una vera mina.  

VOTO: 24 

BRESH – “La tana del granchio” 
Un brano piacevole che suona bene, un po’ sottotono e senza una grande energia. Il pubblico sembra apprezzare molto il suo debutto. 

VOTO: 25

SARAH TOSCANO – “Amarcord” 
Fresca dal talent di Amici risulta sul palco molto abile, una voce che potrebbe con il tempo diventare più forte. 

VOTO: 21 di incoraggiamento 

JOAN THIELE – “Eco” 
Una sorpresa, un brano con ritmo molto coinvolgente e una bella voce. Ha convinto. 

VOTO: 27

ROCCO HUNT – “Mille vote ancora” 
Una bella performance, padroneggia la scena senza paura coinvolgendo. Per Rocco Hunt è “nu vot buon”.

VOTO: 26

FRANCESCA MICHIELIN – “Fango in paradiso” 
Questa volta scandisce le parole, la rottura con il “tipo” le ha dato forza per questa esibizione sentita. 

VOTO: 24

THE KOLORS – “Tu con chi fai l’amore” 
Prima di esibirsi hanno fatto regali fuori dall’Ariston, molto ironici. Hanno concluso bene questa prima serata con un ritmo incalzante e frizzante. Ci hanno conquistati? 

VOTO: 26

A cura di Francesca Modoni

Eurovision Song Contest 2023 – Pagelle della prima semifinale

Inizio con il botto per l’Eurovision Song Contest 2023, che il 9 maggio, ha visto esibirsi nella sua prima semifinale tutti i super favoriti dell’edizione. Durante la serata hanno inoltre presentato i loro brani anche Marco Mengoni (Italia), La Zarra (Francia) e Lord of the Lost (Germania), che ascolteremo durante la gran finale del 13 maggio. Tatuaggi, regine ed unicorni: ora che abbiamo scoperto le dieci nazioni che continueranno il loro viaggio in quel di Liverpool, è il momento di rivedere insieme i brani di ieri sera.

Queen of Kings – Alessandra (Norvegia)

Singolo di debutto per la giovane italo-norvegese, che ha l’onore di aprire l’edizione 2023 dell’ESC. Un classico pezzo da Eurovision trionfante e incalzante, nonché un tempismo perfetto considerando la recente incoronazione.

Voto: 26/30

Dance (Our Own Party) – The Busker (Malta)

Loro sono la quota Citi Zēni del 2023 (non a caso la posizione in scaletta è la stessa): performance energica con qualche pseudo passo di danza improvvisato, ma la canzone non lascia il segno e la band rimane fuori dalla finale.

Voto: 23/30

Samo mi se spava – Luke Black (Serbia)

Brano sul desiderio dell’artista di evadere dal caos del mondo…dormendo. Atmosfere dark e una produzione elettronica degna di nota, che permette al brano di volare in finale nonostante la debole esibizione vocale del cantante.

Voto: Halo?/30

Aijā – Sudden Lights (Lettonia)

La Lettonia porta sul palco un brano non memorabile e prevedibilmente non riesce a superare la semifinale: ritentate il prossimo anno.

Voto: 18/30

Ai Coração – Mimicat (Portogallo)

Estetica un po’ vintage e molto, molto portoghese per Mimicat, soprannominata la Amy Winehouse del Tago. Con tutto quel rosso sarebbe stata sicuramente la preferita di Cristiano Malgioglio.

Voto: 24/30

We Are One – Wild Youth (Irlanda)

I premi performance più sottotono e canzone più basica della serata vanno all’Irlanda: brano sulla solidarietà che risulterebbe indigesto anche come colonna sonora dei prossimi Mondiali di calcio, non stupisce nessuno che abbiamo dovuto salutarli prima della finale.

Voto: I Cugini di Campagna l’hanno indossato meglio/30

Mama šč! – Let 3 (Croazia)

La Croazia ci presenta una folla satira sulla guerra, tra spogliarelli a metà performance e un uomo con due missili che sparano effetti pirotecnici: il caos regna sovrano per tre minuti buoni e conquista il televoto, che premia i Let 3 con la finale.

Voto: WTF/30

Watergun – Remo Forrer (Svizzera)

Dopo la canzone a tema volemose bene e la prospettiva provocatoria sulla pazzia della guerra, abbiamo una riflessione più emotiva e commovente sulla crudeltà bellica, presentata dalla terza evoluzione dell’archetipo del rappresentante svizzero. Tutto molto bello, ma è ora di cambiare registro.

Voto: 24/30

Unicorn – Noa Kirel (Israele)

Le acrobazie e la presenza scenica della rappresentante israeliana mascherano il fatto che “Unicorn” sia un mix confuso di tre canzoni diverse senza un’apparente soluzione di continuità, e ci ritroviamo così in finale la massima “I got the power of the unicorn / Don’t you ever learn?”.

Voto: 20/30

Soarele şi Luna – Pasha Parfeni (Moldavia)

Ritorno all’Eurovision per Pasha Parfeni che porta sul palco una canzone d’amore a sfondo folkloristico e con un drop suonato da un nano con il piffero. Incredibilmente, funziona.

Voto: 26/30

Tattoo – Loreen (Svezia)

Altro grande ritorno: Loreen, già vincitrice nel 2012 con “Euphoria”, si presenta con una performance di impatto e un pezzo pop che sembra confezionato alla perfezione per l’occasione. Favorita per la vittoria, riuscirà a confermare i pronostici o verrà insediata dal fenomeno finlandese?

Voto: 27/30

Tell Me More – TuralTuranX (Azerbaigian)

Schiacciati tra Loreen e le Vesna i rappresentanti dell’Azerbaigian non possono che funzionare come pausa bagno, e infatti il pubblico si dimentica di votarli per la finale.

Voto: 19/30

My Sister’s Crown – Vesna (Repubblica Ceca)

La Repubblica Ceca canta un inno femminista che riprende il campo semantico dei reali, presentando perciò molte affinità con il pezzo norvegese: potrebbe risultare meno immediato a causa dell’uso prevalente della lingua madre, ma il pubblico premia il gruppo e lo fa volare in finale.

Voto: 26/30

Burning Daylight – Mia Nicolai & Dion Cooper (Paesi Bassi)

Tra gli autori del brano appare anche l’ultimo vincitore olandese, Duncan Laurence, ma questo non basta per raggiungere la finale: il duetto non ha convinto il pubblico, probabilmente per la poca chimica tra i due interpreti e per le loro doti vocali scarsine.

Voto: 23/30

Cha Cha Cha – Käärijä (Finlandia)

Chiusura di fuoco per la prima semifinale con Käärijä, ovvero l’unico che secondo gli scommettitori potrebbe far vacillare il (già annunciato?) trono di Loreen. A sentire i boati della Liverpool Arena, sembra che la partita sia ancora assolutamente aperta.

Voto: 27/30

Le dieci nazioni che hanno superato la prima semifinale

A cura di Giulia Barge

SANREMO 2023 – Le pagelle della quarta serata

Arrivati alla quarta puntata la stanchezza inizia a farsi sentire: le puntate iniziano sempre alla stessa ora, ma non sai mai quando finiscono. Ad un passo dalla finale, la serata dedicata alle cover e ai duetti sicuramente aiutano a riaccendere gli animi.

La puntata inizia con la mancanza di Gianni Morandi sul palco, che raggiunge poi Amadeus in tenuta da corsa per affrontare la lunga maratona musicale che sarebbe durata ben 4 ore, con oltre 56 artisti sul palco. Noi li abbiamo visti tutti, quindi ecco le nostre pagelle.

Ariete & Sangiovanni – Centro di gravità permanente di Franco Battiato             

Le premesse erano buone: due giovani promesse della musica italiana e uno dei brani più amati di Battiato. Doveva essere un omaggio, ma si è rivelato un fiasco totale. La scarsa presenza scenica e la pessima intonazione di entrambi gli artisti ha portato ad un risultato estremamente deludente e a tratti imbarazzante. Forse la prossima volta sarebbe meglio scegliere qualcosa di più adatto alle proprie capacità.

Voto: 10/30

Will & Michele Zarrillo – Cinque giorni di Michele Zarrillo                

Premetto di essere cresciuta con le canzoni di Zarrillo e risentire “Cinque giorni” a distanza di anni (tanti) è stato un bel salto nel passato. Will riesce ad essere convincente, ma appena Zarrillo sale sul palco la scena è tutta sua. Esibizione carina, senza infamia né lode.

Voto: 23/30

Elodie & Big Mama – American Woman di Lenny Kravitz                

Wow e dico wow, sicuramente tra le esibizioni migliori di questa quarta serata. Una scelta musicale potente a cui Elodie riesce a tener testa con disinvoltura. Un’esibizione sexy e rock, arricchita dalle barre in italiano di Big Mama. Un duetto più che azzeccato! Menzione d’onore per lo scippo della borsetta: Piero Pelù è fiero di Elodie e +20 punti al FantaSanremo.

Voto: 30/30

Olly & Lorella Cuccarini – La notte vola di Lorella Cuccarini             

L’utilizzo sfrenato dell’auto-tune mi ha disturbato e non poco: forse avrei preferito una versione più “pulita”. Olly bravo, ma non meritevole di chissà quale encomio. Sicuramente il brano e la presenza della Cuccarini (con tanto di balletto) ha aiutato a evitare che quest’esibizione cadesse nel dimenticatoio.

Voto: 20/30

Ultimo & Eros Ramazzotti – Medley di Eros Ramazzotti                 

Ultimo sceglie Eros Ramazzotti per proporre un medley con i maggiori successi di quest’ultimo: ma chi era davvero l’ospite? Ultimo pervenuto solo quando Ramazzotti ha ammesso di non ricordare le parole. Era tutto vero o solo un modo per far finalmente esibire il vero artista in gara? Che dire Eros, sei riuscito a far cantare tutti, Ultimo compreso.

Voto: 21/30

Lazza con Emma & Laura Marzadori – La fine di Nesli              

Il rapper dei record (il suo Sirio è l’album rap più apprezzato del 2022) incontra Emma Marrone e il primo violino della Scala di Milano per proporre una versione alternativa di “La Fine” (brano di Nesli, diventato famoso grazie a Tiziano Ferro). Un’esibizione semplice ma anche emozionante, che ha convinto molti, me compresa. Lazza è sicuramente la rivelazione di questa 73° edizione del Festival.

Voto: 27/30

Tananai con Don Joe & Biagio Antonacci – Vorrei cantare come Biagio Antonacci di Simone Cristicchi             

Abbiamo capito che la brutta esperienza dell’anno scorso ha fatto solo del bene a Tananai e questa serata duetti ne è la prova. La comparsa a sorpresa di Biagio ha regalato un’esibizione decisamente interessante: le due vocalità si mescolavano molto bene – non mi dispiacerebbe una loro futura collaborazione –. Le donne di tutte le età ringraziano.

Voto: 28/30

Shari & Salmo – Diavolo in me, medley di Zucchero          

È un dato di fatto che Salmo sia un artista talentuoso: la sua versione dei brani di Zucchero ne è la prova. Shari invece aveva dimenticato di fare i gargarismi prima di salire sul palco e ha scelto di recuperare proprio in quel momento. Con o senza di lei, l’esibizione sarebbe stata la stessa.

Voto: 18/30

Gianluca Grignani & Arisa – Destinazione Paradiso di Gianluca Grignani           

Premio sobrietà non pervenuto. Un’esibizione da panico, nel vero senso della parola, che a un certo punto ha fatto sentire ubriaca anche me. Meno male per Arisa che è riuscita a portare avanti la canzone e che ci ha regalato uno dei meme migliori di questo Sanremo. Gianluca ti vogliamo bene, ma no.

Voto: Meno male per Arisa/30

Leo Gassmann con Edoardo Bennato & Quartetto Flegreo – Medley di Edoardo Bennato        

Non c’è molto da dire, sicuramente una bella esibizione. Leo Gassman è riuscito a non sparire dietro l’immensità di Bennato e questo è un bene. Bellissima la scelta di portare sul palco il Quartetto Flegreo, che da circa dieci anni collabora con il cantautore.

Voto: 27/30

Articolo 31 & Fedez – Medley degli Articolo 31           

Forse sarebbero bastati solo J-Ax e Dj Jad, la presenza di Fedez è apparsa un po’ inutile. Gli Articolo 31 cantano gli Articolo 31, quindi il successo è assicurato: tutti siamo cresciuti con le loro canzoni e tutti abbiamo cantato durante la loro performance. Menzione d’onore per Dj Jad che prova a fare la break.

Voto: 25/30

Giorgia & Elisa – Luce (tramonti a Nord Est) di Elisa e Di sole e d’azzurro di Giorgia            

Sicuramente il duetto più atteso della serata: d’altronde, quanto è bello veder cantare insieme due delle voci più belle del panorama musicale italiano? Le aspettative sono state tutte confermate regalandoci un’esibizione da sogno. Standing ovation.

Voto: 30/30

Colapesce Dimartino & Carla Bruni – Azzurro di Paolo Conte     

Premetto di aver dato questo voto solo per lei, anche perché Carla non si vedeva da un po’, soprattutto in veste di cantante; eppure è stata l’unica a star dietro la canzone, mentre Colapesce e Dimartino hanno faticato parecchio. Veramente un peccato, mi aspettavo molto di più.

Voto: 20/30

I Cugini di Campagna & Paolo Vallesi – La forza della vita di Paolo Vallesi e Anima mia dei Cugini di Campagna             

Ammetto di non conoscere Paolo Vallesi, quindi ero un po’ impreparata a questo duetto. È stata una bella esibizione – anche perché portando dei loro brani non sarebbe potuta andare diversamente –, e “Anima mia” è sicuramente stata la canzone più coinvolgente.

Voto: 23/30

Marco Mengoni & Kingdom Choir – Let It Be dei Beatles                 

Ok, forse i cori gospel hanno stancato un po’ tutti, ma non me. Che Mengoni si sia ispirato ad Achille Lauro dopo che l’anno scorso si era fatto accompagnare dall’Harlem Gospel Choir? “Let It Be” dei Beatles trova una nuova versione “colorata” dalla bellissima voce di Marco. Tra le esibizioni migliori della puntata, senza ombra di dubbio.

Voto: 30/30

gIANMARIA & Manuel Agnelli – Quello che non c’è degli Afterhours                 

Bravo Manuel, hai fatto un’esibizione meravigliosa! Ah, mi state dicendo che non era solo? Beh, allora gIANMARIA è passato completamente inosservato. Mi dispiace, ma il frontman degli Afterhours ha catalizzato tutta l’attenzione (giustamente).

Voto: 18/30

Mr. Rain & Fasma – Qualcosa di grande di Cesare Cremonini                            

Ma l’auto-tune è ormai diventato indispensabile? Ma poi, perché deve essere utilizzato in maniera così prepotente? Ecco come rovinare una canzone in poche semplici mosse. Senza parole.

Voto: No comment/30

Madame & Izi – Via del Campo di Fabrizio De André                  

Portare un brano di De André al Festival della Canzone Italiana è un po’ come avvicinarsi alla gabbia dei leoni indossando il celebre meat dress di Lady Gaga. La cover non è stata così terribile – anche se Izi si sentiva veramente poco –, ma di nuovo è stato fatto un utilizzo spropositato dell’auto-tune. Posso accettarlo con un brano della Cuccarini, ma non in uno di Faber.

Voto: 23/30

Coma_Cose con Baustelle – Sarà perché ti amo de I Ricchi e Poveri               

Modalità: uscita di coppia che va in un bar karaoke. L’esibizione non è stata brutta, ma piuttosto monotona e scialba. Con una scelta come questa mi aspettavo qualcosa di più allegro, magari anche un po’ trash. Forse l’avrei vista perfetta per Rosa Chemical che le avrebbe sicuramente dato più carattere.

Voto: 23/30

Rosa Chemical & Rose Villain – America di Gianna Nannini              

Scelta del brano molto azzeccata, soprattutto considerando il personaggio di Rosa Chemical. Duetto ben scelto, Rose Villain è stata impeccabile, forse anche più di lui: da tenere sott’occhio assolutamente. Esibizione piena di eccessi in tutti i sensi, vedi la leccata allo stivale e la presenza di un plug anale sul palco. Sinceramente non mi aspettavo nulla di diverso.

Voto: 25/30

Modà & Le Vibrazioni – Vieni da me de Le Vibrazioni              

La cover non era male, ma non era davvero una cover. Perché parliamoci chiaro, Le Vibrazioni hanno cantato loro stessi accompagnati da altri (in questo caso i Modà). È ovvio che quello che ne viene fuori sia fatto bene e funzioni.

Voto: 19/30

Levante & Renzo Rubino – Vivere di Vasco Rossi               

Levante sembra un po’ sottotono in questo Festival e anche con la cover non è riuscita a risollevare la situazione. Il brano di Vasco poteva essere una buona occasione per riscattarsi dagli scarsi risultati delle sere precedenti, ma niente. Presenza di spessore quella di Renzo Rubino, inquadrato una sola volta durante l’esibizione.

Voto: 24/30

Anna Oxa & Iljard Shaba – Un’emozione da poco di Anna Oxa       

Con l’ennesimo look discutibile, la vera regina di questo festival ha voluto giocare facile: cosa c’è di più semplice di portare un proprio pezzo, in cui canti completamente da sola? Brava, per carità, ma forse le urla sono state un po’ too much. Shaba ha fatto la sua comparsa solo alla fine del pezzo per far roteare il violoncello, molto scenografico. Naturalmente scherzo.

Voto: 24/30

Sethu & bnkr44 – Charlie fa surf dei Baustelle                          

Carina, divertente e giovanile. Hanno cercato di rendere proprio un brano lontano anni luce dal loro stile, e tutto sommato non gli è andata male. Ma nulla di più, sicuramente un’esibizione che cadrà nel dimenticatoio. I bnkr44 meglio di Sethu.

Voto: 20/30

LDA con Alex Britti – Oggi sono io di Alex Britti 

Come per Will e gIANMARIA, l’artista in gara risulta completamente surclassato dalla presenza dell’ospite, in questo caso Alex Britti. LDA lo noti solo perché si muove come se stesse trattenendo la pipì. Forse avrei preferito un duetto padre e figlio.

Voto: 23/30

Mara Sattei & Noemi – L’amour toujours di Gigi D’Agostino

Finalmente Mara si è svegliata, o meglio, finalmente si è fatta notare. Nelle altre serate è passata completamente in sordina, complice un brano poco interessante. Eppure Sattei ha tanto da dare e con questo omaggio a Gigi D’Agostino ne abbiamo avuto la prova. Peccato per la scelta sbagliata del duetto: Noemi poco adatta a questo genere di brani.

Voto: 26/30

Paola e Chiara con Merk&Kremont – Medley di Paola&Chiara

Altro momento epico che aspettavamo da tutta la serata. L’attesa è stata però ripagata con un medley/mashup in degno stile anni 2000: le canzoni di Paola e Chiara incontrano altri brani simbolo come “Hung Up” di Madonna, “Can’t Get You Out of My Head” di Kylie Minogue. Il risultato? Tutti a cantare e a ballare sulle sedie nostalgici dei tempi ormai passati.

Voto: 29/30

Colla Zio con Ditonellapiaga – Salirò di Daniele Silvestri          

Peccato che la loro esibizione sia arrivata a fine serata e dopo l’hype generato dalle sorelle Iezzi. Performance molto carina e fresca, con Ditonellapiaga che si conferma una delle novità musicali più interessanti degli ultimi anni. Anche i Colla Zio non sono da meno, sicuramente meglio di tutte le altre giovani promesse in gara.

Voto: 27/30

A cura di Erika Musarò

ESC 2022: pagelle della seconda semifinale

Lungi dai tempi biblici di Sanremo, la seconda serata dell’Eurovision Song Contest 2022 scorre più o meno velocemente, tra commento fuori luogo di Malgioglio e l’altro. Senza ulteriori indugi, le pagelle delle esibizioni dell’ultima semifinale del contest:

Jezebel – The Rasmus (Finlandia)
La serata è appena iniziata e di colpo siamo nel diario di una emo quindicenne nel 2010. Solo per nostalgici incalliti e scene queens invecchiate.
Voto: Netlog/30

I.M. – Michael Ben David (Israele)
Dopo le chitarre distorte brutte e cattive, la tamarrata dance house, ci sta. Un po’ di voguing qua e là ed è subito Rupaul’s Drag Race. Sashay away.
Voto: 24 /30

In corpore sano – Konstrakta (Serbia)
Una performance ipnotizzante e quel fascino un po’ decadente est europeo. Complici scenografia e coreografia assolute protagoniste, Konstrakta porta a casa un’esibizione interessante.
Voto: 28/30

Fade to Black – Nadir Rustamli (Azerbaijan)
Vestito come una comparsa del Gladiatore, Nadir Rustamli piazza una performance vocale notevole, per un brano totalmente dimenticabile.
Voto: 25/30

Lock me in – Circus Mircus (Georgia)
Del resto, cosa c’è da fare in Georgia se non suonare una sorta di revival brit pop in improbabili outfit un po’ steampunk, un po’ Willy Wonka?
Voto: 27/30

I am what I am – Emma Muscat (Malta)
Quella canzone scartata dall’ultimo film di Disney Channel e ripescata in salsa pop. La quota “accettarsi per quel che si è”, ce la siamo portata a casa anche stasera.
Voto: Hannah Montana/30

Stripper – Achille Lauro (San Marino)
Un romano nato a Verona a cavallo di un toro texano – di nome Roberta – che gareggia per San Marino con una canzone che parla di uno spogliarellista e una cowboy. E Boss Doms.
Voto: old wild west/30 e premio “limone in prima serata”.

Achille Lauro in “Stripper” – Foto dal profilo Instagram di Raieurovision

Not the same – Sheldon Riley (Australia)
Una bella voce potente, melodica, super pop. Lo stile “American Idol” e il testo tanto intimo e personale quanto estremamente retorico lo rendono un valido candidato per scalare le classifiche. Forse l’outfit più bello della serata.
Voto: 26/30

Ela – Andromache (Cipro)
L’emozione può spezzare le gambe ad una performance eccellente. Andromache suona affaticata e non riesce del tutto a far funzionare il suo pezzo. Peccato.
Voto: 25/30

That’s rich – Brooke (Irlanda)
Un pezzo brutto.
Voto: brutto/30

Circles – Andrea (Macedonia del Nord)
Una bella vocalità potente per una performance che ha fatto tremare il Pala Olimpico. Andrea è incazzata nera e sfoga tutto in questa ballad veramente ben fatta.
Voto: 27/30

Hope – Stefan (Estonia)
Giacchetta di jeans con stivali un po’ cowboy, mascellone e sorriso da bravo ragazzo dall’aria rustica. Arriva sul palco ed è Johnny Cash della Lidl, poi inizia a cantare e comprare lo spirito di Aviici, pace all’anima sua.
Voto: 22/30

Sheldon Riley in “Not the same” / Foto dal profilo Instagram di Raieurovision

Llàmame – WRS (Romania)
Chi siamo? Da dove veniamo? Perché c’è un rumeno che canta un reggaeton spagnoleggiante con una cintura della WWI sul palco dell’Eurovision?
Voto: pem pem/30 e premio “appropriazione culturale”

River – Ochman (Polonia)

Nella fiera delle canzoni dimenticabili, Ochman è lo stand che vende sottobicchieri tristi, in fondo, verso l’uscita, quando hai già speso i tuoi soldi e vuoi solo andare a casa.
Voto: oblio/30

Breathe – Vladana (Montenegro)
Difficile non amare Vladana, anche se la sua performance ha dei difetti e il brano non è sicuramente tra i più originali o interessanti, ci ha messo proprio il cuore.
Voto: 25/30

Miss You – Jérémie Makiese (Belgio)
Da 007 a Justin Timberlake è un attimo e Jérémie, letteralmente, salta da un intro alla “Skyfall” ad una sorta di Backstreet Boys un po’ svecchiati, ma nemmeno tanto.
Voto: voglio tornare negli anni ‘90/30

Hold me closer – Cornelia Jakobs (Svezia)
Forse la performance canora più riuscita della serata. Il timbro graffiante di Cornelia, che canta scalza con un gusto un po’ fine anni ‘90, è perfetto per il suo brano. Il pubblico è d’accordo e la premia spedendola in finale.
Voto: 27/30

Lights off – We are domi (Repubblica Ceca)
La cantante, che poi è l’unica ceca del gruppo, in cosplay di Madame, alza il livello di un’esibizione che passa inosservata – come il brano, del resto.
Voto: 22/30

Immagine in evidenza: Nderim Kaceli

A cura di Clarissa Missarelli

ESC 2022 – PAGELLE DELLA PRIMA SEMIFINALE

Tra fidanzati di Malgioglio, discutibili abiti fucsia (Laura licenzia il tuo stilista) e un sacco di musica nostalgica si è conclusa la prima semifinale dell’Eurovision. Come da regolamento, 10 nazioni sono passate al turno successivo mentre altre 7 sono tornate in albergo a fare le valigie. Ed eccoci qui per commentare con molto sarcasmo e poca serietà le prime 17 canzoni dell’“evento non sportivo più seguito al mondo”.

Sekret – Ronela Hajati

Il raggaeton è un genere discutibile. Ma il raggaeton albanese con tanto di aquile di sottofondo non è neanche discutibile: è meglio non parlarne proprio.

Voto: Nicki Minaj/30

Eat your salad – Citi Zēni

Mamme di tutto il mondo, parlare dei bambini che muoiono di fame in Africa non farà mangiare ai vostri figli l’insalata. Provate invece a vestirvi come uno dei Bee Gees e a cantare una canzone funk anni ’80 ma trash – magari i doppi sensi sulle salsicce li lasciamo nel copione di “Natale in Lettonia” però. Sorprendentemente essere virali su TikTok non basta e i Citi Zēni non passano alla finale.

Voto: 23/30

Sentimentai – Monika LIU

I sentimenti sono quelli che abbiamo provato nel sentire che[JT1]  la Lituania sarebbe andata in finale. E non erano sentimenti positivi. Vibes retrò parigine che potevano rimanere tranquillamente nella Parigi degli anni ’20.

Voto: 18/30

Boys do cry – Marius Bear

La versione tarocca di Tom Walker è svizzera e si chiama Marius Bear. Probabilmente avranno pensato: «L’anno scorso abbiamo portato una canzone noiosa. E abbiamo visto com’è andata…FACCIAMOLO ANCHE QUEST’ANNO!». Però in parte funziona perché si aggiudica un posto in finale.

Voto: 25/30

Disko – LPS

Ci si spezza il cuore nel vederli eliminati (e non solo perché chi scrive li aveva messi come capitani per il FantaEurovision). In ogni caso, va detto che il funk non ha proprio avuto successo quest’anno all’Eurovision. E se non sono passati i Citi Zēni che avevano sicuramente più grinta ed energia, gli sloveni LPS non avevano chance.

Voto: 20/30

Stefania – KALUSH

I favoriti di quest’anno, che infatti passano in finale senza problemi. Una canzone sicuramente particolare che mischia molti stili diversi – e per cui la carta empatia giocherà un ruolo fondamentale. Perché diciamocelo, “Troverò sempre la via verso casa anche se le strade sono distrutte” ha fatto scendere una lacrimuccia a tutti.

Voto: 28/30

Intention – Intelligent Music Project

Gli Europe scongelati e non consumati entro 24 ore. I Måneskin hanno dimostrato che si può vincere l’Eurovision con il rock però bisogna farlo bene… La Bulgaria viene rispedita a casa e anche nella sua epoca (gli anni ’80 presumo).

Voto: Permanente/30

De diepte – S10

Io gli “u-uuuh a-aaah” hanno fatto il loro tempo. Però, indubbiamente, se canti in olandese, qualcosa che possano cantare tutti ce lo dovrai pur mettere nella canzone. Tipico brano da sottofondo della scena di rottura in una rom-com, la scena che precede quella in cui lui corre in aeroporto per dichiararsi. Intanto i Paesi Bassi corrono in finale.

Voto: 22/30

Trenulețul – Zdob şi Zdub & Advahov Brothers

Tren de vie ma est-europeo e senza nazisti. Il folklore rock porta il treno moldavo fino in finale.

Voto: 20/30

Saudade, saudade – MARO

Il Portogallo si aggiudica la finale con la versione fado di “Too Good at Goodbyes”,messa in scena in un cerchio satanico di donne che battono le mani. Qualcuno ci spiega la coreografia?

Voto: 25/30

Guilty pleasure – Mia Dimšić

Il guilty pleasure è farsi piacere questa canzone. Non che sia brutta ma… Essere belli è un’altra cosa.

Voto: 22/30

The show – REDDI

Girl power. Le girls ci sono ma il power l’hanno lasciato in Danimarca. Canzone da titoli di coda di un teen drama anni ’90, e neanche uno bello.

Voto: 17/30

Halo – LUM!X feat Pia Maria

Non riusciamo a capire come l’Austria non sia arrivata in finale. Ennesima canzone dance leggermente insulsa, che però ha fatto ballare sicuramente di più dell’esibizione di Dardust – e che è comunque meno insulsa di alcuni brani che si sono invece qualificati -.

Voto: 24/30

Die together – Amanda Tenfjord

Nulla di rivoluzionario, ma comunque una canzone emozionante e ben eseguita. Invece che  passare a miglior vita – come suggerisce la canzone –, la Grecia passa in finale.

Voto: 27/30

Með Hækkandi Sól – Systur

Un po’ country, un po’ Simon & Garfunkel, il trio islandese porta una canzone armoniosa, delicata e dal tema attuale. Le tre sorelle scivolano elegantemente in finale.

Voto: 27/30

Give that wolf a banana – Subwoolfer

E dopo le banane in pigiama, i Daft Punk e i Muppets, ecco a voi i lupi alieni in completo. Con tanto di astronauta alla console. Jim e Keith portano dalla luna una canzone trash ma così trash che fa il giro e diventa geniale. Il balletto TikTok-abile e il testo semplice e ripetitivo li hanno resi gli idoli di tutti i bambini. E così i norvegesi sono volati fino in finale.

Voto: 26/30

Snap – Rosa Linn

Se la Svizzera ha prodotto il Tom Walker tarocco, l’Armenia ci ha regalato una sua personale versione di Taylor Swift. Rosa Linn, esattamente come Marius Bear, è brava ma non indimenticabile. Però si è guadagnata un posto in finale.

Voto: 26/30

Riassunto della prima semifinale dell’ESC 2022

A cura di Margherita Farina

Sanremo 2022 – Le pagelle della seconda serata

Fra sketch comici che non fanno ridere, monologhi infiniti, ritardi e cambiamenti in scaletta, anche la seconda serata di questo Sanremo 2022 è andata – per fortuna, aggiungerei -.

Sangiovanni – “Farfalle”
Sangiovanni, ovvero un confetto rosa che spunta direttamente dall’era house degli anni ‘80 per aggiungere un po’ di auto tune a questo festival – giusto perché non bastava -. Se “Malibu” non vi è bastata, preparatevi a sentirlo in radio anche quest’estate.
Voto: 24/30

Giovanni Truppi – “Tuo padre, mia madre, Lucia”
Giovanni Truppi si presenta con un look degno delle migliori spiagge di Sanremo e canta anche come se fosse ad uno dei migliori falò delle spiagge di Sanremo. Testo bellissimo, performance dimenticabile.
Voto: Camp Rock/30

Le vibrazioni – “Tantissimo”
Caro Sarcina, è proprio vero, fa male tantissimo questa canzone, perchè non c’è proprio verso che azzecchi una nota. Forse è tempo di prendere in considerazione la pensione e di lasciare il palco a chi stona un po’ meno.
Voto: anche basta/30

Emma – “Ogni volta è così”
Un ritorno sul palco dell’Ariston un po’ sottotono per Emma: è ormai chiaro che questo Sanremo se lo stiano contendendo Dardust e Mahmood, dato il loro coinvolgimento in quasi tutti i brani in gara. E si vede.
Voto: 23/30

Matteo Romano – “Virale”
Un Matteo Romano emozionantissimo alla sua prima apparizione davvero importante, che sorprende piacevolmente. C’è un buon margine di miglioramento.
Voto: 23/30

Iva Zanicchi – “Voglio Amarti”
Iva Zanicchi torna a Sanremo cercando di rimpiazzare la sensuale performance di Orietta Berti dello scorso anno, ma con scarsi risultati. +1 CFU per l’esibizione senza autotune.
Voto: 20/30

Ditonellapiaga e Rettore – “Chimica”
Un’accoppiata interessante su un pezzo ancora più interessante, che fa ballare dall’inizio alla fine, con un ritornello che sembra non uscirti più dalla testa. Divertente e leggero.
Voto: 27/30

Elisa – “O forse sei tu”
Elisa ritorna a Sanremo dopo 21 anni e lo fa col botto, garantendosi il podio di questa edizione grazie a una canzone lieve, sublime, perfettamente in linea con lo stile del Festival. Approvatissima.
Voto: 28/30

Fabrizio Moro – “Sei tu”
Sì, sei tu, proprio tu, Fabrizio Moro, che hai deciso di plagiare “Che sia benedetta” di Fiorella Mannoia. E non posso perdonartelo.
Voto: premio originalità/30

Tananai – “Sesso occasionale”
Tananai decide di debuttare sul palco di Sanremo con un tributo alle sigle dei cartoni animati di Cristina d’Avena, ma meno intonato. Il “Sesso e ibuprofene” urlato di Aiello di Sanremo 71 però non si batte.
Voto: premio nostalgia/30

Irama – “Ovunque sarai”
Irama decide di omaggiare tutti i nonni d’Italia indossando un centrino, poi cerca di vincere facile con una canzone in perfetto stile Disney. Ottime doti vocali sprecate su un brano mediocre.
Voto: 22/30

Aka7even – “Perfetta così”
Aka7even tira fuori il completo più anonimo dal suo armadio per regalarci una hit estiva da boyband del 2010 – chi vuole intendere intenda -. Carina, ma dimenticabile.
Voto: 22/30

Highsnob e Hu – “Abbi cura di te”
I Coma Cose incontrano Brunori Sas per tirare fuori qualcosa di interessante verso il finire della serata. Bonus per Hu che reclama i fiori anche per il suo collega.
Voto: 25/30

A cura di Ramona Bustiuc

LE PAGELLE DI X FACTOR 2020

Si è tenuta giovedì 29 ottobre la prima puntata dei live di X Factor, che è giunto alla sua 14esima edizione. Dopo un confronto con produttori e autori d’eccezione, i 12 concorrenti hanno presentato in prima serata i loro inediti, già disponibili su tutte le piattaforme streaming.
E con loro, ecco anche i nostri giudizi.

Melancholia – ”Leon”
Sono considerati i favoriti di quest’edizione, e forse non hanno tutti i torti. La voce della cantante è estremamente graffiante – sicuramente rimane impressa nella memoria di chi la ascolta – e la presenza scenica di cui è dotata la band sembra che riesca a trasportarla anche in studio. Il testo del brano è ispirato all’omonimo film di Luc Besson.
27/30

Cuore Nero – “Blind”
Con Frenetik&Orang3 a produrre il brano, è davvero difficile sbagliarsi: la base è un campionamento di “Ashes” di Stellar, artista che sta spopolando già da mesi sul noto social TikTok. Il pezzo è ritmato e divertente, il ritornello è molto catchy, ma sicuramente niente di originale.
24/30

Casadilego – “Vittoria”
Davvero difficile sbagliarsi con la penna di Mara Sattei e la produzione di Slait e Strage. La vocalità dolce e delicata della giovanissima cantante, accompagnata per lo più da un pianoforte, contrasta con il testo di un brano che racconta di rabbia e frustrazione. Bello, ma non esplode.
26/30

MYDRAMA – ”Cornici Bianche”
Anche questo brano vede la collaborazione di Mara Sattei per il testo e Young Miles per la produzione. L’inedito, particolarmente ritmato e ricco di contaminazioni, racconta di una dipendenza affettiva del passato della cantante. Interessante ed efficace la scelta di utilizzare una sezione d’archi per il bridge.
25/30

Vergo – ”Bomba”
Il reggaeton è arrivato ad X Factor, ma non al suo meglio. Eccessivo l’uso dell’auto tune. L’unica nota a suo favore, è che se fosse uscito in estate sarebbe alla vetta di tutte le classifiche.
18/30

Little Pieces of Marmelade – ”One Cup of Happiness” 
Un duo rock che fa per un’intera band, la “grande scommessa” del giudice Manuel Agnelli. Il loro è un brano esplosivo, che strizza l’occhio al garage rock di una volta, con qualche sfumatura punk e pop che compare nel ritornello. Sicuramente è strano vedere un inedito simile ad un talent come X Factor, che normalmente predilige generi più vicini al gusto del pubblico giovane.
25/30

Blue Phelix – “South Dakota”
Se questo brano fosse uscito negli USA, probabilmente sarebbe già diventato una hit: testo semplice ma importante, sonorità che ricordano quelle di cantanti già affermati come Troye Sivan e Labrinth. Ahimè in Italia avrà vita breve.
26/30

Manitoba – ”La domenica”
Molti considerano l’indie italiano un insieme di canzoni tutte uguali, e quando si ascolta un brano simile, viene un po’ da dare loro ragione. Questo in particolare, rappresenta il ritorno dei The Giornalisti con qualche nota anni ’80, e stufa già dopo la prima strofa. Non possono ovviamente mancare i riferimenti a Maradona.
22/30

NAIP – ”Attenti al loop”
Dopo averla ascoltata due volte, stiamo ancora cercando di metabolizzare. Quello che possiamo dire, è che probabilmente un featuring fra Elio e Le Storie Tese e Skrillex suonerebbe così: strano, sconnesso, apparentemente privo di senso e con un sound elettronico. Sembra assurdo, ma funziona.
24/30

cmqmartina – ”Serpente”
Pezzo estremamente radiofonico, decisamente pop. Una virata strana – ma nemmeno troppo – per una cantante che si è sempre mostrata affine alla musica elettronica. Anche qui la produzione è firmata da Strage, mentre il testo è di cmqmartina.
23/30

Eda Marì – “Male”
L’inedito nasce da un quesito: “Fanno più male le cose o le persone?”, e racconta della violenza che spesso e volentieri colpisce le relazioni. Il brano, che si avvicina al mondo dell’urban e dell’hip hop, sembra avere buone potenzialità, ma non spicca.
23/30

Santi – ”Bonsai”
Chissà se riceverà un’accusa per plagio da mezza scena It pop. Noi diciamo di sì.
21/30