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Il Furibondo, nuova interpretazione dei Trii per archi di Reger
«La registrazione si distingue per una sonorità fresca, per la chiarezza delle linee e per l’ampiezza melodica e calorosa. I Trii di Reger brillano di colori nuovi, italiani»: così si è espresso Stephan König, direttore scientifico del progetto discografico per conto del Max Reger Institut di Karlsruhe.
È nuovo infatti il lavoro del Trio d’archi Il Furibondo -dal 2001 composto rispettivamente da Liana Mosca (violino), Gianni De Rosa (viola) e da Marcello Scandelli (violoncello)-per la collana bavarese Solo Musica, e distribuito da Sony Music Entertainment. Si caratterizza per quella cantabilità, peculiare da sempre, degli interpreti italiani che si sono dedicati ai grandi autori esteri. Il gruppo, che collabora regolarmente con rinomati ensemble quali Il Giardino Armonico e Les Concert des Nations, affronta un repertorio ampio, spaziando dal Barocco (con strumenti d’epoca) al Novecento storico. L’incisione del disco è avvenuta nell’estate 2017 con il supporto tecnico di Andrea Dandolo, nella Chiesa romanica di San Bartolomeo di Nomaglio (To), nel Canavese.
Per il panorama musicale, il disco rappresenta una grandissima novità, dal momento che il compositore tedesco è poco conosciuto ed eseguito. Di qui, anche l’originalità e il valore della scelta musicale, irta di non poche difficoltà tecniche.
Max Reger (Brand 1873-Lipsia 1916), figura singolare del suo tempo, è stato pianista, direttore d’orchestra e organista di enorme rilievo, al punto da essere associato al repertorio specifico di Johann Sebastian Bach. «Bach per me è l’inizio e la fine di tutta la musica; ogni vero progresso poggia e si basa su di lui […] Essere un bachiano vuol dire essere autenticamente germanico e inflessibile». Queste le parole del compositore, a manifesto di un credo estetico molto solido; e ancora «Se Bach non fosse nato, io non esisterei, non sarei qui neanche fisicamente». Epigono ed erede per certi versi, all’avanguardia per altri, Reger riprende alcune forme musicali del Barocco, quali la Fantasia su Corale e la Fuga, ora dilatando i modelli, ora recuperando la severità del contrappunto. Eclettico di formazione, coltiva numerosi generi, alterna componenti tardoromantiche e un solido classicismo, influenzato inoltre da Wagner, Mahler, Bruckner, Brahms, ed elevando la tradizione tedesca sino ai confini della tonalità.

Al di là della sua eccellenza in campo organistico, non meno importante fu la produzione cameristica, cui appartengono i Trii per archi Op.77b e Op.141b, rispettivamente del 1904 e del 1915. La genesi della prima composizione è interessante perché rappresenta una svolta radicale nello stile regeriano: il compositore, che in quel periodo è a Monaco di Baviera e gode della fama di progressista, sceglie di fare un passo indietro, mettere in discussione quanto composto in precedenza. Sostenendo che la Germania musicale del primo Novecento fosse in sofferenza e rintracciando la causa di quella crisi nel tecnicismo compositivo -da lui ritenuto troppo opprimente, asfissiante- si era accorto che «ciò che mancava era un Mozart», musicalmente il ripristino di quella fluidità compositiva, quell’olimpica leggerezza che l’austriaco incarnava. Certamente poco capito ma molto stimato: Schönberg lo definì «un vero genio», mentre Hindemith «l’ultimo gigante della musica».
Con l’Op.77b affiora il desiderio di essere veramente compreso, insieme al ritorno a quel “libero stile” tanto auspicato. A livello compositivo, la novità risiede nella separazione tematica, per nette cesure, che consente all’ascoltatore di riconoscere e fissare i temi. L’interpretazione del Furibondo, frutto di un lavoro di riflessione matura e consapevole sulle fonti autografe del compositore che l’Istituto Max Reger di Karlsruhe ha reso disponibili, è avvenuta secondo un approccio di tipo filologico. L’approccio e l’analisi della musica hanno permesso di individuare e seguire nelle opere 77b e 141b, composte a distanza di undici anni l’una dall’altra, l’evoluzione di uno stile fortemente riconoscibile. Reger definì la 141b «opera da camera in miniatura» probabilmente riferendosi al proprio taccuino, dove appuntava la scrittura. Da notare l’uso del colore nero per le note e del rosso per la dinamica e l’agogica. Come se la sua ispirazione fosse scissa in due fasi: prima la composizione tout court; in seguito l’interpretazione, dettata dal suo più intimo sentire. L’esecuzione del Furibondo è energica, vitale, vigorosa. Un affresco di grande nitidezza, coglie sensibilmente l’uomo e l’artista Max Reger. Scandita sin dalle prime note, la musica dell’op.77b è mossa da un’agitazione; come dall’ansia di quella ricerca che è il motivo dell’opera stessa e che prosegue sino allo scioglimento nel finale, dove infine la tensione si placa. Il suono terso degli archi riempie i quattro movimenti (Sostenuto-Allegro agitato, Larghetto, Scherzo: Vivace, Allegro con moto) e restituisce –pure nelle due principali linee melodiche, ora inquiete ora pacate, che si sviluppano a passi alterni- generalmente una visione dalle tinte tenui, dolcemente malinconica, rispetto alle più fosche e brunite tinte dell’op.141b (articolata nei tre movimenti Allegro, Andante sostenuto con variazioni, Vivace). L’inizio di quest’ultima è difatti un lungo, sinistro, cupo scenario di note che si inseguono, scendono al grave e incedono, a momenti, come sospinte; il timbro è più marcato. Chiudono l’incalzante Vivace tre colpi che sembrano segnalare la fine di un’epoca, quella tardoromantica. «Molti hanno ritenuto che fosse un’aurora, invece si trattava solo di un bel tramonto»: così aveva pensato il francese Claude Debussy di Wagner, ispirato dall’immagine crepuscolare proposta da Hugo. Ma la citazione potrebbe essere valida per descrivere le transizioni di un’intera epoca, coinvolgendo lo stesso Max Reger.
Tra le prossime uscite in programma del gruppo, si annoverano musiche di Haydn, Wagenseil e Gluck con l’arpista Margareth Köll e il flautista Marcello Gatti (Accent), e i quartetti di Federigo Fiorillo con il flautista di Lello Narcisi (Da Vinci).
“Future Nostalgia”, il salto nel futuro passato di Dua Lipa
“You want a timeless song, I wanna change the game” (“Tu vuoi una canzone senza tempo, io voglio cambiare il gioco”) canta Dua Lipa nella title track dell’album Future Nostalgia, uscito venerdì 27 marzo – con una settimana di anticipo rispetto alla data prevista a causa del leak dell’intero disco. Versi che sembrano voler anticipare l’improvviso cambio di rotta della cantante.
A tre anni di distanza dal suo debutto internazionale con l’eponimo Dua Lipa, che le ha fatto guadagnare il premio Grammy come Miglior artista esordiente nel 2019, la cantante britannica ha deciso di fare un salto negli anni ’80/’90, cercando però di mantenere uno sguardo al futuro.
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Freschezza, accoglienza e innovazione: SoundTube si racconta alle Officine Ferroviarie di Torino
Il colore giallo investe le Officine Ferroviarie di Torino in quest’ultimo venerdì di gennaio, portando con sé la presentazione delle novità auspicate per il 2020 da un progetto che ormai da mesi ha attirato la nostra attenzione: si tratta di SoundTube, nato come spazio radiofonico dedicato alla scena emergente torinese, ora riformulato nella veste di programma podcast.
SoundTube Night ripercorre la storia dell’iniziativa tramite gli interventi dei suoi attuali membri, ciascuno introdotto da un’apposita proiezione video. Indiscussa la presenza della scena musicale emergente torinese, riportata dai racconti stessi di SoundTube e viva sul palco grazie alle esibizioni di Masa, Diecicento35 e Le Disfunzioni E I Rettili.
Il trionfo di Billie Eilish
Si è tenuta domenica 26 gennaio 2020 al Microsoft Theatre di Los Angeles la 62esima edizione dei Grammy Awards, la cerimonia statunitense che premia i risultati conseguiti dagli artisti del settore musicale.
A trionfare durante la serata è stata la 18enne Billie Eilish, entrata nella storia dei Grammys come la cantante donna più giovane a vincere in tutte le principali categorie, detronizzando Taylor Swift. Billie Eilish si è aggiudicata ben 5 delle 6 statuette per cui era nominata, fra cui Miglior Nuovo Artista, Album dell’Anno per When Do We Fall Asleep, Where Do We go?, Disco dell’Anno e Canzone dell’Anno per la hit “Bad Guy”.
Continua la lettura di Il trionfo di Billie EilishLa peste di Vinicio Capossela e Young Signorino
“Un purissimo figlio di Satana”, così il cantautore tra i più premiati dal Club Tenco, Vinicio Capossela, definisce uno degli artisti più controversi, discussi, smontati ed elogiati del 2019: il ventunenne Young Signorino, con il quale sceglie di collaborare per una nuova versione di “Peste”, direttamente da Ballate per uomini e bestie, uscito a maggio dell’anno scorso.
Continua la lettura di La peste di Vinicio Capossela e Young SignorinoStagione Opera Off 2019/2020
Il calendario della prima edizione di OPERA OFF. Di seguito qualche dettaglio.
Continua la lettura di Stagione Opera Off 2019/2020FolkClub 2019/2020
FolkClub di Torino: uno sguardo sugli appuntamenti della XXXII stagione
Il FolkClub di Torino annuncia la XXXII edizione della sua stagione, con 34 concerti a cadenza settimanale dal 26 settembre 2019 al 13 maggio 2020, lasciandosi ispirare da una ricca varietà suggestioni sonore provenienti da scene contemporanee jazz, etnica, folk, e da attesi ritorni, quali quello del jazzista Paolo Fresu.
Continua la lettura di FolkClub 2019/2020TODAYS 2019
C’è l’entusiasmo della prima volta in questa quinta edizione del Todays, che arriva puntuale a chiudere in bellezza (e in musica) la stagione estiva e che riesce, anche quest’anno, a fare centro grazie ad una lineup invidiabile e ambiziosa, un’idea artistica diretta ed efficace e, ricalcando le parole del direttore artistico Gianluca Gozzi, la voglia di aprire nuovi orizzonti culturali e abbattere confini.
Continua la lettura di TODAYS 2019Teatro Regio: la stagione 2019/2020
La prossima del Teatro Regio sarà una stagione particolarmente ricca. Ben diciassette titoli (un record) distribuiti tra opere italiane, francesi, tedesche, balletti, musical, opere-non-opere, opere celebri, opere meno celebri, persino una prima assoluta per l’Italia. E in tutto ciò c’è pure qualche nome interessante, tra registi, cantanti e direttori d’orchestra. C’è insomma di che farsi venire l’acquolina.
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