Sboccia la primavera anche alla Reggia di Venaria, dove i viali assolati si sono tinti di rosa. Tra laboratori di danza, pittura e un fiume di visitatori armati di fotocamere, cappelli e passeggini, anche la musica ha trovato il suo spazio nelle attività dell’evento “All’ombra dei ciliegi in fiore”.
Sotto il color pastello dei fiori di ciliegio, con il sole che filtra tra le fronde e una brezza leggera, ci si aspetterebbe un sottofondo di archi o arpe cullanti. Invece no: ci pensano ottoni e percussioni a dare una bella scossa al pomeriggio con il loro suono brillante ed energizzante.
Al centro di uno dei viali, l’Ensemble di ottoni e percussioni del Conservatorio “G. Verdi” di Torino ha tenuto il “Concerto tra i ciliegi”. Si parte subito con il Prelude to a Te Deum, un’introduzione solenne, un richiamo per chi passeggia nei dintorni o sta cercando l’angolazione perfetta per il prossimo scatto instagrammabile.

Man mano che il concerto procede, la folla cresce. C’è chi si ferma incuriosito, chi arriva dalla visita alla Reggia e chi ancora sta cercando di riprendersi dalla lunga coda per il biglietto. Il pubblico si sistema alla buona attorno ai musicisti.
E quando partono le prime note di Kraken da Another Cat di Chris Hazell, l’atmosfera cambia: i bambini iniziano a muoversi a tempo, qualcuno segue il ritmo muovendo le spalle, e anche alcuni fotografi si scatenano. Il brano ha un’energia travolgente e, sebbene non si parli di fioriture primaverili o di delicati petali che cadono, c’è qualcosa che si sposa perfettamente con il momento.
Poi arriva Ain’t Misbehavin’ di Thomas “Fats” Waller. Un classico jazz che, con la sua leggerezza e il suo swing irresistibile, trasforma per un attimo il giardino della Reggia in un angolo di New Orleans, cullando il sonno di chi si è assopito sotto l’albero con il suo telo.

Il concerto vola via in un attimo, e quando l’ultimo pezzo si conclude, il pubblico non ci sta: parte la richiesta di bis, unanime. L’ensemble non si fa pregare e concede un’ultima esecuzione, tra nuovi applausi e sorrisi soddisfatti.
E così si chiude il pomeriggio musicale e i visitatori riprendono il loro giro. Ma qualcosa di questo concerto resta nell’aria, come i bambini che canticchiano ancora le musiche suonate dall’ensemble.
di Joy Santandrea